In altro articolo è stato tratteggiato lo sviluppo dell'aereo negli anni 30, il bombardiere beneficiò di tutte le innovazioni descritte in tale articolo. Per una serie di ragioni lo sviluppo del bombardiere fu più rapido di quello dei caccia. La rivoluzione avvenne nel 1934 con l'introduzione del Martin Bomber della Glenn Martin americana.

Il B10, questa era la denominazione di progetto, era monoplano, dotato di eliche a passo variabile, ipersostentatori, freni alle ruote, cabina di pilotaggio chiusa, armi difensive in torrette chiuse. Tutte cose eccezionali, ma il punto vero era che con la sua velocità di 340 km/h superava quella di tutti i caccia biplani esistenti e lo rendeva inintercettabile.

Fu la sua presenza a far giungere il primo minostro britannico dell'epoca alla conclusione che "i bombardieri riusciranno sempre a passare" scatenando un panico politico verso i bombardieri che, grazie alla sovrastima della potenza aerea tedesca portò a 4 anni dopo all cedimento a Monaco di Francia e Regno Unito sulla crisi Cecoslovacca.

72 morti ogni tonnellata di bombe sganciate. Questo parametro, ricavato dalle prime esperienze di bombardamento su Barcellona durante la guerra civile spagnola fu il dato che alimentò il panico politico.

Ma mentre la politica si autocompiaceva della propria potenza aerea (Germania e Italia) o ne paventava l'uso (Francia e Inghilterra) la campana di allarme data dall'introduzione del Martin B-10 lanciava progettisti, aziende areanautiche e stati maggiori alla corsa di nuove prestazioni che pareggiassero quelle del B10.

Nel campo dei bombardieri la prima a giungere a qualcosa di simile al B10 fu l'Unione Sovietica che produsse il Tupolev Ant-40 noto come SB2 o Katiusha con una velocità massima di 450 km/h che due anni dopo fu un'amara sorpresa per i caccia legionari biplani (Fiat C.R.32) (velocità massima 375 km/h !!!) nella guerra di spagna che riuscirono ad intercettarli solo attendendoli a quota molto maggiore e piombando su di essi in picchiata. L'uso che i repubblicani fecero di questo straordinario aereo fu assolutamente sbagliato impiegandolo tatticamente in appoggio alle truppe di terra; con ciò permettendo gli agguati dei patetici CR32.

L'esperienza spagnola del SB2 ebbe comunque gravi conseguenze sulla produzione di caccia italiani in quanto i piloti, agli ispettori ministeriali che raccoglievano osservazioni sulle esigenze dei combattenti, chiesero velocità, velocità; ciò indusse gli stessi ispettori a definire le specifiche per il nuovo caccia italiano sottovalutando pesantemente l'armamento di lancio (era accettata anche una sola mitragliatrice pesante).

Parallelamente al B10 a all'SB2 tutte le maggiori aviazioni stavano freneticamente sviluppando i propri progetti di bombardieri aderenti alle nuove caratteristiche che il B10 aveva dimostrato essere raggiungibili. Le strade intraprese dalle varie nazioni furono però nettamente diverse:

- La Germania si indirizzò verso la realizzazione di bombardieri tattici con un breve raggio d'azione ed elevata robustezza

- Il Regno Unito sviluppò una pletora di modelli, ciascuno con una specifica caratteristica portata al massimo, ma carenti per tutte le altre: il wellington con uno straordinario raggio d'azione, ma lento e vulnerabile, l'Hampden di elevata velocità, ma dal breve raggio d'azione. Il Fairey Battle, unico bombardiere tattico per il campo di battaglia, eccelleva invece in negativo in tutte le prestazioni

- Gli stati uniti pianificarono lo sviluppo di bombardieri robusti, veloci e a grande raggio di azione seppure di carico non eccezionale

- Il Giappone sacrificò all'autonomia ogni altra caratteristica del bombardiere ottenendo macchine dall'autonomia e dalla vulnerabilità straordinarie.

- L'Italia si mosse confusamente e seppure nel 36 si assumessero iindirizzi chiari si pervenne poi ad adottare una serie di modelli che erano stati sviluppati al di fuori di tali indirizzi.

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