BRUNO CARDINI

Libera_mente

Mancanza di immaginazione

Nel 2017 la Regione Veneto ha emanato la Legge Regionale nr 56 sul risparmio del suolo. Chi vuole vada a vedersela. Vedi Legge

In breve tale Legge, per il risparmio del suolo, proibiva nuove costruzioni che non fossero in sostituzione/ristrutturazione planivolumetrici già esistenti
Attenzione cittadini, svegliatevi!
Questo significava che il valore di tutte le barchesse, le stalle, le porcilaie, le tezze della abitazioni rurali balzava improvvisamente in alto. Un poveraccio che si trovava con un rudere ai, per esempio, i Mundi Alti  che prina di questa legge non valeva nulla, azi era un costo, poteva ora valere qualche decina di migliaia di Euro.
In altri termini le famiglie che storicamente avevano cagato sangue per costruire una casa in montagna, finalmente, avevano riconosciuta la fatica dei loro padri e noni.

Ma attenzione

Questa valorizzazione dell'edificato periferico poteva funzionare se, e solo se, il Comune avesse promosso e realizzato alcuni servizi. Per capirci: strade, scarichi fognari, gas e luce, pertinenze comuni.
Gli stitici mentali del Comune che le Leggi non le leggono e , soprattutto, se le fanno spiegare da altri questo elementare principio non l'hanno capito; cercherò di essere chiaro.
Per il rifacimento della Piazza il Comune ha speso quasi 800.000 Euro; da questa spesa non ricaverà un centesimo. Se avesse speso anche solo 300.000 € per rifare le strade di Vigolo, Battilana, Motta, Piccoli, Corbara avrebbe innescato un circolo virtuoso dove qualcuno poteva costruire e il Comune incassare dagli oneri di urbanizzazione.

Nel quadro della nuova Legge sul risparmio del suolo il Comune dovrebbe attivarsi per:
- Migliorare la viabilità esistente mettendo in sicurezza contro il rischio frane e permettendo l'incrocio di due automezzi per tutto il colonnato nord e la zona Savegnago-Gobbi Alti
- Realizzare un collegamento tra La motta e i Piccoli
- Realizzare, per ciascuna frazione o contrà un depuratore comune in cui far confluire gli scarichi delle famiglie
- Promuovere le "corti" come pertinenze comuni acquisite temporaneamente dal comune con una piccola imposta figurativa (circa 100 € l'anno) che nel giro di 20 anni riscatterebbe il bene agli abitanti della contrada
- Defiscalizzare dall'IMU o da altre imposte/tasse comunali ogni investimento per il rispermio energetico (es. fotovoltaico)
- Promuovere la riqualificazone arborea dei dintorni delle frazioni/contrà in sostituzione delle coltura abbandonate.
Possono esserci znche altre idee, il punto è: se il comune ha soldi deve buttarli nei gradoni della piazza o della folle rotatoria per muzzolon o investire in operazioni che possono portare a valorizzare l'esistente?

Nelal foto, i Vigolo. Che facciamo? abbattiamo o ristrutturiamo?