Ghetto Varsavia

La shoà è stato l’abomino assoluto. Uso il termine ebraico perché “olocausto” (sacrificio) non rende l’idea di quello che è stato lo sterminio degli ebrei in Europa. I negazionisti o la destra in genere sogliono contrapporre alla shoà i gulag di Stalin o del regime sovietico. Il paragone non regge. Non è nemmeno possibile fare un paragone con lo sterminio cambogiano che, pure, in termini percentuali è stato immensamente maggiore.

Perché la Shoà è unica?

Non per la percentuale degli sterminati sulla popolazione totale: il genocidio di Pol Pot uccise un terzo della popolazione della Cambogia; nemmeno per il numero assoluto: lo sterminio degli indios fu maggiore. Il genocidio non è stato una novità storica: Gengis Khan sterminò tutti i tartari che avevano l’altezza maggiore del mozzo delle ruote di un carro, i turchi sterminarono gli armeni anche in tempi recenti; gli italiani –spesso ce lo dimentichiamo- usarono i campi di concentramento in Libia che diventarono campi di morte provocando il decesso di 30.000 persone.

Allora perché la Shoà è unica? Perché non è mai esistito nella storia un sistema di sterminio che fosse fatto funzionare per mezzo delle stesse vittime. Stalin e i Gulag erano un sistema di una parte dei russi contro un’altra. Terribile, disumanizzante, ma di qua c’era qualcuno che opprimeva, massacrava, torturava, di là gli altri.

Statisticamente  qualcuno di questi grandi stermini ha avuto dimensioni e percentuali maggiori della Shoà, ma non è mai esistito un sistema che dall’inizio (la selezione nei ghetti e il controllo dell’ordine pubblico negli stessi) alla fine (i crematori) sia stato attuato, in gran parte, dalle stesse vittime.

Chi tirava fuori gli ebrei dalle camere a gas, chi strappava i denti d’oro, erano gli stessi ebrei, magari parenti di chi era appena stato ucciso. Chi metteva nel forno i cadaveri era i sonderkommando formati dagli stessi ebrei che ben sapevano quale sarebbe stato il loro destino perché ogni sonderkommando, per prima cosa, gassava e bruciava il sonderkommando precedente. Solo qualcuno di questi sopravvisse per caso (Slomo Venezia fu uno di questi)

Non erano quindi dei sadici e degli assassini come i sonderkommando delle SS che in Unione Sovietica davano la caccia agli ebrei e direttamente gli ammazzavano.

Il nazismo aveva creato un sistema che si alimentava con le stesse vittime. Quindicimila (leggasi “il flagello della svastica” di Lord Russel) non di più furono le SS che governarono tale sistema che, alla fine, provocò la morte di sei milioni di ebrei e di sei milioni di altri indesiderati.

E’ opportuno ricordare qualche numero di queste vere e proprie fabbriche della morte:

  • Treblinka, un campo di appena 300 metri per 500, si stima siano state uccise dalle 700.000 alle 900.000 persone; fin quasi alla fine non esistette forno crematorio per cui i morti venivano posti in fosse comuni, cosparsi di benzina e bruciati; i membri del sonderkommando che eseguiva la sepoltura e la cremazione dovevano raccogliere con i secchi il grasso umano che colava e gettarlo sopra le pire. Pur isolati e stremati dalle atroci condizioni di vita, i prigionieri vennero a sapere della rivolta del ghetto di Varsavia e vollero tentare un'azione analoga. Nell'agosto del 1943, i prigionieri delle squadre di lavoro si ribellarono, si impossessarono di piccole armi, spruzzarono cherosene sugli edifici e appiccarono un rogo. Nella confusione molte SS rimasero uccise come quasi tutti i prigionieri. Di 1500 prigionieri, solo 12 sopravvissero alla rivolta. Il campo fu gravemente danneggiato dagli incendi, e l'eliminazione degli ebrei polacchi era stata ormai largamente completata. Il campo cessò le operazioni, e dopo poco fu raso al suolo, gli ultimi prigionieri furono fucilati e vi furono impiantate attività agricole per nascondere le atrocità commesse. Nello stesso periodo ci fu una rivolta analoga nel campo di sterminio di Sobibór.
    I campi come Treblinka non erano definiti di sterminio, ma di annientamento in quanto delle vittime non doveva restare niente. In base a tale principio dopo la ciusura del campo fu mandato un sonderkommando a disseppellire i cadaveri, a frantumare le ossa e a spargerle sulle rive del fiume.
  • Sobibor Presso Lublino in Polonia. circa 300.000 persone vennero uccise a Sobibór: 207.000 provenienti dalla Polonia, 31.000 dalla Cecoslovacchia, 10.000 dalla Germania e dall'Austria, 4.000 dalla Francia, 14.000 dalla Lituania e 34.313 dall'Olanda. Fu l’unico caso di rivolta con successo delle vittime. l 14 ottobre 1943, alcuni membri di un'organizzazione interna segreta con a capo Alexander Pechersky, riuscirono ad uccidere 11 guardie delle SS e un certo numero di guardie ucraine: sebbene il loro piano consistesse nell'uccidere tutto il personale delle SS e fuggire in massa dal campo, tali uccisioni vennero scoperte anticipatamente rispetto ai piani, e gli internati iniziarono a fuggire sotto i colpi di fucile delle altre guardie. Circa metà dei 600 internati a Sobibór riuscirono a fuggire dal campo; tuttavia la gran parte venne ripresa e fucilata nei giorni successivi, ma circa 50 riuscirono a sopravvivere alla guerra. I nazisti decisero perciò di chiudere e smantellare il campo, e cercarono di occultare il luogo, piantando centinaia di alberi.
  • Ingresso campo auschwitz. In ferro battuto realizzata da un internato che rovesciando la B volle evidenziare che il significato era anch'esso rovesciatoAuschwitz. Fu specificatamente progettato e costruito per l’annientamento. Era un Konzentrationslager (campo di concentramento). È stato reso operativo dal 14 giugno 1940 e centro amministrativo dell'intero complesso. Il numero di prigionieri rinchiusi costantemente in questo campo fluttuò tra le 15.000 e le oltre 20.000 unità. Qui furono uccise, nella camera a gas ricavata nell'obitorio del Crematorio N.1, o morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, di esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, criminali esperimenti medici, circa 70.000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Nei sotterranei del Block 11 di Auschwitz, la prigione del campo, il 3 settembre 1941 venne sperimentato per la prima per l'uccisione di 850 prigionieri, il gas Zyklon B, normalmente usato come antiparassitario, poi impiegato su vasta scala per il genocidio ebraico. Auschwitz fu un complesso di 3 campi dove quello di
    • Birkenau era il Vernichtungslager (campo di sterminio). Era l'immenso lager nel quale persero la vita oltre un milione e centomila persone, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e zingari. Dopo l'arrivo dei prigionieri, questi venivano selezionati e quelli inabili al lavoro venivano condotti alle camere a gas con lo scopo di essere uccisi. Birkenau era inoltre il più esteso Konzentrationslager dell'intero universo concentrazionario nazista e arrivò a contare fino a oltre 100.000 prigionieri contemporaneamente presenti. Era dotato di quattro grandi Crematori e di «Roghi», fosse ardenti ininterrottamente giorno e notte, usate per l'eccedenza delle vittime che non si riusciva a smaltire nonostante le pur notevoli capacità distruttive delle installazioni di sterminio. Gli internati, reclusi separatamente in diversi settori maschili e femminili, erano utilizzati per il lavoro coatto o vi risiedevano temporaneamente in attesa di trasferimento verso altri campi. Il campo, situato nell'omonimo villaggio di Brzezinka, distava circa tre chilometri dal campo principale e fu operativo dall'8 ottobre 1941.
    • E Monowitz Era l'Arbeitslager (campo di lavoro). Sorgeva nei pressi del complesso industriale Buna Werke per la produzione di gomma sintetica, proprietà dell'azienda  I.G.Farben che però, nonostante l'impegno profuso, non entrò mai in produzione. Il campo, situato a circa 7 chilometri da Auschwitz, fu operativo dal 31 ottobre 1942 e alloggiò fino a 12.000 internati, tra cui Primo Levi ed Elie Wiesel.

Il comandante del campo di Auschwitz al proprio processo ammise che nel complesso erano state uccise 2 milioni e mezzo di persone.

Auschwitz-Birkenau-Monowitz  fu trovato dalle truppe russe, il 27 gennaio 1945, sostanzialmente intatto con 7.000 prigionieri ancora in vita. Himmler ne aveva ordinato la distruzione, ma nel contradditorio atteggiamento delle autorità naziste per cui evacuare un territorio era considerato disfattismo i responsabili locali ritardarono tale distruzione permettendo che le prove dirette del genocidio arrivassero fino a noi.

Vi sono alcune considerazioni da fare:

  1. Il nazifascismo è stato un sistema che è riuscito a far emergere i comportamenti peggiori di tutte le persone. Non solo dei nazifascisti, ma anche delle sue vittime.
  2. Il nazifascismo è stato un sistema che ha scientificamente studiato come portare il male alla massima potenza. Il sistema qui appena accennato non è stato il frutto casuale di azioni isolate: il personale dei lager veniva specificatamente addestrato: Mauthausen, ad esempio, era un campo scuola per la formazione delle SS che poi andarono ad Auschwitz
  3. Se è possibile ottenere anche dai buoni risultati così mostruosi la storia può ripetersi. Forse non nelle dimensioni della Shoà, ma il sistema di relazioni umane tra i buoni è intrinsecamente debole mentre quello tra i malvagi è sempre forte.
  4. Se il rischio che la storia si ripeta è reale sono sufficienti le riflessioni e le conclusioni finora raggiunte sulla Shoà? A mio avviso no.

Alcuni link utili, non sono forse i più importanti, ma significativi

http://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10005189

http://www.globopix.net/fotografie/auschwitz_1.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto

http://www.majorana.org/progetti/shoah/sommario.htm

http://www.museodellashoah.it/

http://www.corriere.it/esteri/14_gennaio_08/hitchcock-orrore-shoah-filmato-olocausto-documentario-bda6035e-7896-11e3-8d51-efa365f924c5.shtml

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