Ho trovato un vecchio libro di Giovanni Pesce: "Quando cessarono gli spari" che su Marozin a milano riporta

L'episodio più oscuro accade subito dopo il 25 aprile. La radio ha lanciato un avvertimento a tutti i comandi partigiani: un'automo­bile (e s'indicano le caratteristiche) scorrazza per le strade della città; a bordo vi sono alcuni fascisti che sparano all'impazzata raffiche di mitra contro i passanti e i gruppi di patrioti che incontrano lungo il percorso. All'avvertimento dato per radio segue un ordine perentorio: i fascisti che non si arrendono devono essere giustiziati sul posto. I fascisti a bordo di questa vettura non si sono arresi alle forze della Liberazione e contro di loro bisogna aprire il fuoco a vista.

Federico Balbiano di Belgioioso con altri cinque partigiani riesce a fermare l’auto. I fascisti tentano di reagire e vengono subito fucilati proprio in esecuzione dell’ordine del CLN e CVL. Subito dopo i partigiani salgono sulla vettura catturata per recarsi al loro comando e riferire. A un posto di blocco dí corso Sempione vengono fermati da una squadra di partigiani della divisione Pasubio, una divisione che ha operato nel Veneto e si è trasferita a Milano alla fine dell'ottobre del '44 con una quindicina di uomini al comando di Vero (Marozin). I partigiani di Vero gridano di aver catturato la "macchina dei fascisti." Belgioioso interviene con calma, chiedendo se sono impazziti. "Noi," dice, "siamo partigiani delle GL. Abbiamo catturato questa automobile sulla quale c'erano effettivamente dei fa­scisti. Li abbiamo fucilati e ora siamo diretti al nostro comando per stendere un regolare rapporto sull'azione."

Il gruppo della "Pasubio" non crede a Belgioioso; intervengono altri del suo gruppo per confermare che anch'essi sono dei partigiani e che si telefoni al comando delle GL per chiarire la situazione. Quelli della Pasubio si mostrano irremovibili. Ancor oggi è difficile spiegare ciò che effettivamente avvenne. È difficile capire perché non fu fatta quella telefonata, perché non fu mandato qualcuno al co­mando GL, perché gli uomini della Pasubio non si rivolsero a qual­che loro comandante. Si sa soltanto che i due gruppi discussero ani­matamente per oltre un'ora, poi la raffica terribile e Belgioioso e i suoi compagni cadono a terra morti.'

 

Anche l'esecuzione, assai tardiva, degli ex-attori Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, pur legittima in sé, è stata falsata da una serie di interferenze e d'interventi poco chiari.'

Nei giorni dell'insurrezione Trionfi e Taylor delle formazioni di Marozin vengono raggiunti all'albergo Continentale da Osvaldo Va­lenti, vestito da tenente dell'aviazione repubblichina. Insieme vanno nella casa del comandante Puleo in corso Sempione 92, dove li rag­giunge la compagna di Valenti, Luisa Ferida, anche lei nota attrice del cinema fascista. Valenti confida a Puleo di riconoscere che il fascismo ha fatto molte cose buone, ma che l'alleanza con i tedeschi sarà la sua fine. Ha deciso di arrendersi con i suoi uomini alle forze della Resistenza. Puleo cerca di guadagnare tempo; induce i due ex attori a lasciare l'albergo Continentale e a fermarsi nella casa di corso Sempione e dice che lui ne parlerà a Pertini, commissario ge­nerale delle "Matteotti" e a Faini del comando Piazza clandestino.

Pertini conferma a Puleo che i due attori, in base alle decisioni del CLN, relative ai criminali del fascismo, devono essere condannati a morte. Marozin, nel frattempo, manovra per avere un cambio dei due con alcuni partigiani detenuti, lasciando all'oscuro il comandogenerale delle Matteotti e Puleo, che dipende da lui. Mentre Osvaldo Valenti ha già comunicato l'intenzione di arrendersi e Marozin mano­vra, una ventina di autocarri, carichi di fascisti, circonda la casa di corso Sempione 92. Solo per caso Puleo se ne accorge all'ultimo mo­mento, riesce a fuggire e a portarsi dietro i due attori con i quali si trasferisce in una casa in via Guerrazzi 14, sede della Pasubio.

E’ necessario arrivare ad una decisione. La faccenda viene discussa a lungo da Puleo e Marozin: Puleo critica l’atteggiamento di Marozin le cui iniziative personali hanno messo in pericolo la vita di altri partigiani e favorito la possibilità di fuga del Valenti e della Ferida. Trasferiti in una casa di Baggio di proprietà del dott. Agnelli i due sono condannati a morte da un tribunale organizzato dalle formazioni Matteotti (presidente Sandro Faini, pubblico accusatore Dario Parascandolo, segretario Turri, ufficiale del SIM). L’esecuzione è rinviata nonostante gli ordini di Pertini.

All’aba del 30 Aprile i due sono fatti scendere all’altezza del nr 13 di via Poliziano e fucilati dove nel 1922 Emilio Corazza era stato assassinato da una squadraccia fascista"

Giovanni Pesce è il leggendario comandante "Visone" della 3^ GAP. Il libro è stato scritto nell'immediatezza dei fatti e pubblicato nel 1977. Pesce unisce e tiene distinte la memorialistica personale e le vicende su cui ha potuto documentarsi. L'episodio dell'uccisione di Belgioioso ha avuto un processo.

Per chi fosse interessato alla biografia di Federico Fabiano di Belgioioso segnalo il libro qui a sinistra.

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