A seguito il testo dell'ordine di operazione per il rastrellamento Agno-Lessinia del settembre 1944, alla fine i commenti

 

 

Documento tedesco traduzione italiana

Zona D'operazione , 10 settembre 1944

ORDINE DI OPERAZIONE N. 6-44 PER L'AZIONE "TIMPANO"

 

1. Ubicazione delle bande

La zona a nord-ovest di Verona, entro la linea Docè-Grezzana­Tregnago-Arzignano-Schio-Recoaro-Ala-Dolcè, è tutta infestata da bande, specialmente la regione fra la Valle d'Illasi ed it flume Agno, a nord del tratto Tregnago-Arzignano.

Quali basi d'azione delle bande vengono segnalati:

a) La zona Campofontana-Durlo-Campodalbero. Vi si troverebbero postazioni ben predisposte, depositi di viveri ed un campo di prigionieri di guerra. Nei dintorni sono stati arruolati tutti gli uomini fino ai 60 anni. Formano un gruppo di bande al comando di un tenente italiano, Sergio.

b)     I comini di Badia Calavena e Selva di Progno, a Nord, sono sotto il dominio completo delle bande. Pochi giorni fa, 1'1-9-44, hanno avuto luogo, proprio a Selva di Progno, trattative per una sospensione delle ostilità fra una delegazione italiana e parlamentari delle bande.

c)      Nella zona Nogarole-Monte Faldo-Selva di Trissino si troverebbero gruppi di banditi i cui effettivi si aggirano sui 400 uomini- essi costituiscono la brigata "Ateo Garemi" e it battaglione "Danton" con quartiere generale a Roccolo e Righettini (a 2 km. a nord-ovest di Nogarole).

d)        Tre cosidetti battaglioni di 150 uomini ciascuno nelle contrade Pellizzari, Morgante e Menon, a nord di Selva di Trissino.

e)        Ad Albieri di Castelvecchio (a sud-ovest di Valdagno) sono acquartierati 29 banditi.

f)     Luoghi di pernottamento di gruppi di banditi nelle masserie di Osti (1 km. a nord-ovest di Nogarole) , Faldo (2 km. a nord di Nogarole), Roccolo (mezzo km. a nord-ovest del Faldo), contrada Mastrotii (1 km. a nord di Monte Faldo), contrada Menon (km. 1,5 a occidente dei Mastrotti).

g)      Baraccamenti di approvvigionamenti viveri sul Monte Croce del Bosco (3 km. a nord del M. Faldo).

 

Il numero dei banditi ammonta per sentito dire a 2.000 uomini. Il loro armamento consiste di una mitragliatrice, di fucili e pistole, fra cui anche pistole automatiche. Non è stato accertato se siano in possesso di armi pesanti. E' da supporre che armi e viveri vengano paracadutati da aerei. Sono stati osservati segnali luminosi all'avvicinarsi di aeroplani nella zona di Bolca e presso Campodavanti. Le bande nel loro insieme sottostanno ad un capo-banda, certo Marozin, che si autodefinisce comandante della legione Monte Pasubio. Egli sostiene di essere in contatto via radio col governo Bonomi a Roma, dal quale riceve anche istruzioni. Marozin viene descritto come persona magra, smilza, dal naso aquilino, di fronte bassa, con piccoli occhi dallo sguardo pungente, i capelli neri, ricciuti, lo fanno rassomigliare nell'aspetto ad un ebreo.

Per procurarsi viveri sufficienti le bande si sono limitate finora a qualche rapina nelle località vicine. Vengono addestrati militarmente e attendono ulteriori ordini. Avanzando gli Anglo-americani, esse dovrebbero occupare Vicenza e altri capisaldi. I collegamenti fra i vari gruppi vengorio mantenuti da staffette in bicicletta e appiedate: sulle cime hanno installato a tale scopo delle stazioni ottiche.

Il morale non sembra molto elevato, il vettovagliamento appare difficoltoso e scarsa l'efficienza per la lotta. Fra le bande si nota per esempio una certa tendenza comunista con la presenza di commissari.

Segni distintivi dei loro membri: nastrino bianco-rosso-verde con un "FL2" sulla parte destra del petto. Ovviamente si deve rilevare che ci sono le più svariate uniformi, fra cui anche quelle tedesche.

E' da considerare certo che presso i singoli gruppi delle bande o presso lo stato maggiore delle bande si trovino ufficiali stranieri, particolarmente inglesi e americani. Appena fatti prigionieri, essi vanno condotti senza indugio al superiore Comando delle unità combattenti (dopo aver fatto rapporto al comando di compagnia).

 

2. Incarico

Al gruppo di azione Burger (espressamente costituito per l'attuale impresa) viene ordinato di rastrellare in detta zona i membri delle bande e di sterminarli. A prescindere dalle necessità tattiche per motivi semplicemente propagandistici e morali, va fatto ampio uso delle armi pesanti assegnate.

Effettivi

a) Forze proprie

Comando d'azione Burger 10-204

Prima Compagnia 3-75 I-17 II. 1-23 III. 1-25 KT 1-8 C. 3-73

Asseganti alla stessa: da Idro una pattuglia radio (motorizzata) dotata di apparecchio di 15 Watt; 2 autoblinde da ricognizione, che devono a mettersi a disposizione a S. Giovanni a partire dalle ore 4 del 12-9-44.

b) Forze in settori attigui

A Occidente: it gruppo di combattimento del tenente colonnello Dierich, avanzante verso it nord nella Valle d'Illasi.

A Oriente: a Chiampo it Comando dei gruppi di combattimento e le  compagnie del battaglione russo, che dalla Valle dell'Agno e del 1.Chiampo puntano su Nogarole.

A Nord: gli effettivi del reggimento italiano M63, formanti una barriera all'altezza di Monte Zevola-Campodavanti_Spitz_Monte  Civillina e Lughezzano, nonchè il plotone di gendarmeria di Recoaro,  rastrellante la zona attorno a Campodavanti e Fongara. La linea di sbarramento ad ovest del gruppo del tenente col. Dierich viene ii occupata dal battaglione mobile motorizzato "Verona".

 

 

4. Attuazione

 

Il giorno 11-9-44 alle 14,00 la compagnia parte su autocarri da Vestone e da Nozza e raggiunge entro le 19,00 S. Giovanni, a 22 km.  a nord-ovest di Verona. Lì seguono più dettagliate istruzioni.

 

Inizio dell'attacco: ore 5 antimeridiane. Durata prevedibile della  operazione: 4 giorni.

 

Equipaggiamento: divisa di servizio oppure cachi. Tascapane e borraccia al cinturone. Telo da tenda arrotolato sul tascapane. Corpetto, coperta e altri oggetti nel sacco.

Armamento e munizioni: tutte le mitragliatrici pesanti e leggere adatte all'impiego con le relative munizioni di prima dotazione, le pistole automatiche con munizioni per 180 tiri ciascuna, i fucili per 150 tiri ciascuno. Una pistola lanciarazzi per ogni plotone, ciascuna con 5 tiri, bianchi, verdi e rossi.

Carte topografiche: pervengono tempestivamente ai singoli plotoni. Approvvigionamento: la razione di via per 2 giorni viene distibuita agli uomini nel corso della mattinata dell'11-9-44; essi devono portarla con se. Il furiere provvede a prendere con se l'approvvigionamento di via per ulteriori due giorni, incluso il caffè macinato.

 

5. Disposizioni per i rapporti

Qualora distaccati dalla compagnia, i plotoni devono riferire giornalmente entro le 14,30 al comando della compagnia stessa.

a)   la propria posizione;

b)   la zona nella quale stanno rastrellando it nemico;

c)    dove si a svolto un eventuale combattimento;

d)   possibilmente it nome, gli effettivi e l'armamento della banda con cui sono venuti in contatto, il nome del capo, alle dipendenze di quale maggiore unità essa opera;

e)        perdite dell'avversario, specificando it numero dei morti, dei prigionieri, degli individui fatti prigionieri perche sospetti di connivenza col nemico e di quelli catturati per venire adibiti ai lavori;

f)    gli avvenimenti particolari: accertamento dei punti nei quali vengono paracadutati uomini o materiali, degli impianti radio riceventi o trasmittenti, ecc.

6. Segnalazioni Parola d'ordine: Selva

 

Segnali luminosi:

  • bianco = noi ci troviamo qui
  • 2 volte rosso = chiediamo rinforzi
  • rosso in una determinata direzione = it nemico si trova
  • bianco e verde alternati = fine dell'azione

7. Lavoro coatto

Individui fatti prigionieri per venire impiegati in lavori, specie ragazze robuste, devono essere avviati al comando di compagnia.

 

8. Comando di battaglione, centro raccolta dei prigionieri e posto di pronto soccorso: per ora a S. Giovanni.

Comando di compagnia, centro di raccolta dei prigionieri e posto di pronto soccorso; ne verrà comunicata l'ubicazione al momento opportuno.

9.            Varie

I plotoni ricevono volantini propagandistici da distribuirsi in tutti i comuni.

I banditi fatti prigionieri devono essere consegnati al comando di compagnia e, dopo breve interrogatorio, fucilati o impiccati; i capi devono essere consegnati al Servizio di sicurezza.

 

BANDITO E' COLUI CHE DETIENE UN'ARMA, PORTA CON SE' MUNIZIONI, COLUI DALLA CUI CASA VIENE APERTO IL FUOCO, CHI NON E' DOMICILIATO IN QUESTA ZONA E NON VI HA UNA PROPRIA OCCUPAZIONE.

 

Ai banditi bisogna domandare dove si trovino campi di prigionieri, se vi sono tedeschi e cosi via.

Gli speciali documenti di legittimazione (OT) devono essere corredati nel corrente mese del tesserino celeste speciale. Chi ne è privo deve venire avviato al comando di compagnia.

A proposito della distruzione di edifici, della perquisizione delle abitazioni, degli stallaggi, ecc., rimangono in vigore gli ordini impartiti. II bestiame dei banditi deve venir ammassato e condotto al comando.

Richiamo particolarmente l'attenzione sugli ordini relativi ai saccheggi.

Disertori tedeschi fatti prigionieri devono venire avviati al comando indicando le circostanze della cattura, se in possesso di armi, se ammanettati. Al termine dell'operazione, al pin tardi entro le 12,00 del 16-9-44, va presentata al comando di compagnia una breve relazione sui combattimenti.

 

 

Visto: Damker

maggiore di Gendarmeria

F.to: Giesel

Primo Tenente di compl. della Polizia di sicurezza e comandante di compagnia

 

 


Vi è una prima apparente incongruenza, l'ordine di operazione porta come inizio la data del 10 settembre mentre il rastrellamento iniziò, come noto, il 9 dello stesso mese.  Ciò è spiegabile con il fatto che l'ordine di operazioni era ben precedente. Cosa neceessaria soprattutto per organizzare la logistica.

Evidentemente sapendo dell'ammassameno partigiano a Piana i tedeschi scelsero di agire rapidamente facendo saltare i piani prestabiliti. Ciò dimostra che, dal punto di vista militare, i tedeschi erano un organismo rapido ad agire come avevano dimostrato anche contro gli alleati a Salerno e ad Anzio.

Il documento evidenzia una notevole precisione di informazioni sulle bande che si apprestavano a colpire ; ciò denota un gran lavoro di spionaggio i cui responsabili, tra gli italiani, non sono mai stati cercati (indicare la cifra precisa di 29 uomini ad Albieri significa avere avuto rapporti diretti con qualcuno in contatto con la formazione).

La valutazione numerica delle singole formazioni partigiane è abbastanza esatta, ma contrasta con la valutazione complessiva che fa ascendere a 2000 uomini le forze della resistenza. Dato che, quando scrivono i tedeschi, ogni cosa ha un senso forse tale valutazione va letta assieme all'affermazione che "nei dintorni sono stati arruolati tutti gli uomini fino ai 60 anni"; ciò poneva ogni maschio della zona nella categoria dei banditi con la libertà, per i rastrellatori, di ammazzare liberamente.

Sbagliando i tedeschi danno per certa la presenza di ufficiali alleati. Evidentemente appare a loro inconcepibile che i cialtroni italiani si siano autonomamante dati una organizzazione di guerra che ha provocato loro numerose e pesanti sconfitte locali.

L'operazione è fortemente pianificata, ma alcuni dettagli restano ancora segreti;

La dotazione delle munizioni previste è impressionante: 180 colpi per le maschinen pistole e 150 colpi per ogni fucile, significa 75 caricatori da 5 colpi. Una dotazione pari a quella che avevano di fronte alle forze alleate nell'Italia centrale. Confrontare questa potenza di fuoco con i patetici 10 colpi in dotazione ad ogni partigiano della Stella (relazione Catone) dà l'idea della valanga di fuoco e terrore che stava per abbattersi sui partigiani. Una così alta dotazione non poteva essere portata appresso dai combattenti, per cui era previsto il lavoro coatto, ossia il trasporto delle munizioni da parte dei prigionieri  che, come successo per la gente dei Marcantoni, poi sarebbero stati uccisi.

In relazione al lavoro coatto vi è da dire che la Germania stava facendo razzia di schiavi. "Può garantirmi 4 milioni di operai stranieri?" chiese Hitler a Sauer alla fine del 43 in un drammatico confronto dove il ministro Speer aveva notificato che non aveva operai per reggere la produzione bellica; la risposta affermativa del capo della tratta degli schiavi del terzo Reich aveva scatenato lo schiavismo: la gente veniva presa per strada e nei campi e portata a lavorare in Germania. E' curioso, ma non più di tanto, l'accenno alle "ragazze robuste": mentre tutto in Germania stava crollando venivano ancora razziate ragazze da mandare a fare le cameriere alle frau tedesche che Hitler si rifiutava di impiegare nella produzione bellica.

Da ultimo si porta l'attenzione sulla definizione di Bandito:

BANDITO E' COLUI CHE DETIENE UN'ARMA, PORTA CON SE' MUNIZIONI, COLUI DALLA CUI CASA VIENE APERTO IL FUOCO, CHI NON E' DOMICILIATO IN QUESTA ZONA E NON VI HA UNA PROPRIA OCCUPAZIONE.

Non poteva essere ignoto all'estensore che i bombardamenti su Verona, San Bonifacio, Montebello e Valdagno avevano fatto fuggire verso la collina migliaia di profughi privi di documenti di residenza dato che le anagrafi dei municipi erano sabotate dalla resistenza per evitare la leva, nè poteva essere ignoto che altre centinaia di persone percorrevano le colline in cerca di cibo per le famiglie in città. Istruzioni come quelle riportate davano assoluta carta bianca ai rastrellatori di uccidere, bruciare, saccheggiare.

 

 

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