L’attacco della luftwaiffe al Regno unito nel 1940 fallì, quello delle aviazioni alleate, in particolare dell’VIII Air Force, alla Germania nel 1944 ebbe successo. E’ facile pensare che nel secondo caso sia stata la potenza messa in campo dagli alleati a schiacciare l’arma aerea tedesca, questa è una risposta, ma non è la sola risposta. Nell’uno e nell’altro caso si confrontarono strategia diverse e l’indirizzo strategico fu il fattore che più di altri determinò la vittoria o la sconfitta.

Battaglia d'inghilterra

Vediamo le esigenze dei due casi:

1.       Nel caso dell’attacco della Luftwaffe l’esigenza strategica era la conquista della superiorità aerea per un periodo determinato, ciò allo scopo di permettere alla componente di bombardamento in picchiata di attaccare le unità di superficie che potevano opporsi alla variegata flottiglia di natanti che avrebbe dovuto trasportare nel Regno Unito le unità della Whermacht impegnate nell’invasione.

La Germania non aveva unità navali che potessero opporsi alla marina da guerra inglese. La flottiglia di chiatte e altre imbarcazioni destinate al trasporto era sostanzialmente indifesa. Ma gli stuka tedeschi avevano dimostrato a Dunkerque di essere in grado di affondare anche unità navali di piccole dimensioni come i cacciatorpediniere, purchè fossero liberi di operare e non fossero ostacolati dai caccia inglesi.

La conquista della superiorità aerea della luftwaffe sul tratto di mare destinato all’invasione era condizione necessaria e, come ebbe acutamente a osservare sir Basil Liddel Hard, sufficiente per la sconfitta del Regno Unito: se la luftwaffe conquistava la superiorità aerea  non era nemmeno necessaria l’invasione. Il periodo entro cui conquistare tale superiorità aerea era molto ristretto: dall’inizio dell’attacco a metà agosto 1940 alla prima decade di settembre, dopo le condizioni climatiche rendevano l’invasione problematica se non impossibile.

2.       Nel 1944 le forze aeree alleate avevano la necessità di conquistare la superiorità aerea per motivi simili: sbarcare sul continente 250.000 uomini e alimentarne i rinforzi per tre settimane ostacolando l’arrivo nella zona di sbarco di rinforzi tedeschi.

Diversamente dal 1940 il periodo di superiorità aerea non era limitato ad un mese e ad uno specifico e ristretto territorio, ma prevedeva un periodo di interdizione delle comunicazioni nell’area di sbarco almeno un mese prima dello sbarco e una zona di superiorità aerea che era tutta la Francia settentrionale. La superiorità aerea degli alleati doveva quindi essere conquistata e mantenuta per un periodo di tempo molto più lungo.

Tutti gli storici sono concordi nel dichiarare che Goering non diede alle tre luftflotten impegnatenella battaglia d'Inghilterra  chiari obiettivi strategici. Venne fatto un elenco di obiettivi senza reali priorità che cambiò più volte nel corso della Battaglia d’Inghilterra. Sia gli inglesi che i tedeschi sapevano che numericamente e qualitativamente la luftwaffe era superiore alla RAF, ma i tedeschi non trovarono la chiave magica che costringesse la RAF ad impegnarsi in uno scontro all’ultimo aereo. Nei momenti di maggiore difficoltà la RAF poteva arretrare oltre il raggio d’azione dei BF109 e conservare le sue forze per contrastare successivamente gli Stuka. Che la RAF abbia sempre cercato di opporsi a tutte le incursioni, seppure impiegando il minimo delle forze, fin quasi a dissanguarsi va a gloria di tutti i suoi piloti e merito di Downing, ma non è la risposta al problema strategico della Luftwaffe: se non si individuava un obiettivo per cui la RAF fosse costretta ad impegnarsi era impossibile sconfiggerla.

Questo obiettivo in una certa misura c’era ed erano le basi del Kent e le stazioni Radar di avvistamento lungo la costa; senza tali basi, con la RAF arretrata sostanzialmente alle basi del X Group a nord di Londra,  i tempi di intervento sulla manica si sarebbero ridotti a un quarto d’ora, del tutto insufficienti per garantire una copertura contro gli Stukas che a loro volta sarebbero stati coperti dai BF109 che potevano stazionare oltre mezz’ora in tale zona. Lo stesso discorso va fatto per le stazioni Radar: era indispensabile proteggerle e l’attacco dell’Eprobungsgruppe 210 il primo giorno dell’Adlerangriff aveva aperto, per otto ore, un varco di 150 km nella catena di avvistamento. La Luftwaffe  non comprese l’efficacia dell’attacco e la necessità della RAF di difendere la Chain Home e cancellò le stazioni Radar dalla lista degli obiettivi prioritari.

 

p51 VIII AFVediamo invece come l’VIII Air Force affronta un analogo problema strategico nei primi mesi del 1944. Anche in quel caso la Luftwaffe avrebbe potuto arretrare, colpire con piccoli gruppi, infliggere perdite basse ma continue e conservare le proprie forze per il giorno dell’invasione ad occidente.  La svolta avvenne con l’assunzione al comando dell’VIII FA del Gen. Doolittle che rovesciò completamente l’impostazione precedente: cambiò l’obiettivo della caccia: dalla protezione dei bombardieri alla distruzione della caccia tedesca. I bombardieri in tal  modo divennero l’esca che la Luftwaffe doveva necessariamente attaccare per ottenere un rateo di perdite che, come dopo Schweifurt rendessero le incursioni sanguinosamente costose ad un prezzo insostenibile.

Ma l'attacco ai bombardieri costava un pedaggio altissimo per la possibilità della caccia alleata di attaccare come e quando voleva la jagdwaffe impegnata in tale attacco.

Si poneva inoltre un problema tecnico che nel 1940 la RAF non aveva avuto: l'armamento di bordo dei caccia tedeschi. Per abbattere un bombardiere, considerati i colpi fuori bersaglio, si vide erano necessarie tuttiei le munizioni da 20 mm di due FW 190. Ma gli MG151 da 20 mm che erano i soli efficaci contro i bombardieri erano inadeguati nel dogfigth contro i caccia.

La relativamente bassa cadenza di turo dei 20 mm scagliava contro gli agili caccia alleati una rosa di colpi molto limitata nel quarto, mezzo secondo in cui riuscivano averli sotto tiro. Per contro le 8 Browning da 12.7 dei mustang erano adattissime al combattimento caccia-contro caccia.

Gli FW 190 inoltre, a peso pieno, non erano molto adatti al dogfigth con i mustang, lo stesso per i 109 con i cannoncini alari: i piloti dei BF109 dichiaravano che affrontare i mustang con i 109 con i cannoncini alari era un suicidio.

La jagdwaffe quindi o mandava in aria caccia armati per abbattere i B17 o per contrastare i P51. La scelta obbligata fu dividere la caccia: una parte contro i P51, un'altra contro i bombardieri. Con ciò ponendo il contrasto ai caccia in grave inferiorità numerica

Nei mesi di febbraio e marzo 1944 il cambio di tattica (e l'arrivo in massa del p51) costarono alla jagdwaffe 500 aerei alla settimana. Alla fine gli alleati avevano conquistato la supremazia aerea.

Con la supremazia aerea a maggio diedero il via all'attacco al petrolio tedesco. Per maggiori informazioni vedere il giorno in cui la Germania perse la guerra

 

 

 

 

 

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