Il 10 febbraio è il giorno della memoria che dovrebbe ricordare l'esodo della popolazione italiana dell'Istria. Farò poi qualche considerazione su questo. La cosa che mi preme segnalare è che nell'immensa tragedia della II Guerra Mondiale questo dramma italiano fu una piccolissima cosa.
Alla fine della guerra i confini dell'URSS si spostarono di 300 km verso la Polonia e i confini polacchi di 150 km verso la Germania.

Lo spostamento dei confini provocò, per la sola Germania, 11 milioni e 395.000 sfollati (su una popolazione totale di lingua tedesca di 80 milioni prima della guerra); oltre ai 12 milioni di sfollati appena ricordati è opportuno ricordare che 2 milioni di persone morirono durante la fuga del 1945 di fronte all'avanzata dell'armata rossa.
L'Esodo dalla Prussia orientale circondata fu terribile. L'armata rossa da Varsavia girò verso nord isolando la Prussia Orientale, poi andarono all'attacco di Konigsberg. La popolazione della Prussia era affluita verso questa città. I russi offrirono la resa, ma i militari nazisti la rifiutarono. L'unica via di fuga per la popolazione civile erano le isole della Frishe Nehrung che, come quelle della laguna di Venezia, richiudevano la laguna di Konigsberg. Su queste spiagge e sul ghiaccio che le univa, si incamminarono i civili per raggiungere Danzica. Morirono a migliaia e migliaia; quanti non si sa.

Nella immagine seguente l'esodo

Poi quando i Russi arrivarono a Berlino si presero qualche vendetta: due milioni di stupri. Negli anni successivi anche i Polacchi e i Cecki la fecero pagare ai tedeschi e l'esodo continuò fino al 1953.
A Est I russi convinsero, con le buone o le cattive, i polacchi di città come Leopoli a spostarsi verso ovest, tanto si erano liberate dai tedeschi la Prussia orientale, la Slesi, la Pomerania, il territorio di Danzica.
Occorre dire che tutto questo era stato concordato tra tutti gli alleati nemici della Germania nella famosa conferenza di Yalta. Il consigliere di Roosvelt Harry Hopkins si era spinto bel oltre ipotizzando la distruzione industriale della Germania, l'allagameneto delle miniere e la distruzione delle ferrovie; questo per dire che anche chi come Hopkins non era stato direttamente coinvolto nella guerra aveva verso la Germania e i fascisti italiani un atteggiamento di vendetta.

Quidi, in questo terribile quadro i 55.000 esuli istriani (30.000 da Fiume e 25.000 da Pola) sono un dato sostanzialmente insignificante. Grandi drammi personali, ma poca roba nel quadro europeo.Un'ultima considerazione: nel dopoguerra le nazioni europee, e in particolare le nazioni sconfitte, furono in grado di dare casa e lavoro a 30 milioni di profughi. Oggi non siamo in grado di accogliere qualche centinaio di migliaia di profughi?

Condividi

Link utili