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LA MISSIONE

La missione che considereremo faceva parte di un più vasto piano strategico americano che è bene ricordare.  Pur tirati in guerra con la Germania dalla dichiarazione di guerra di questa impostarono rapidamente una strategia chiara, basata su una incredibile pianificazione bellica e industriale. Nel 1942 la strategia era delineata: colpire l’apparato industriale tedesco da due direzioni, il Medio oriente e l’Inghilterra.

Per questo scopo si prevedeva la progressiva costituzione di 10 Groups di bombardieri medi B25 e B26 in Inghilterra con 850 aerei, 20 Groups di bombardieri pesanti B17 e B24 con 1.360 aerei, 12 Groups di B29 e B32 con 816 aerei, 10 Groups di caccia con 1.300 aerei; in Medio Oriente avrebbero dovuto essere basati 12 Groups di B29 e B32 con 816 aerei e 6 Groups di caccia con 780 aerei.

Era previsto un rimpiazzo mensile di 286 bombardieri medi, 456 pesanti e 273 caccia a grande raggio per gli organici in Inghilterra e 273 bombardieri e 126 caccia al mese per il Medio Oriente.

Come si vede numeri elevati, ma non molto lontani a quelli dell’avversario che avevano di fronte.

Per mettere in ginocchio la Germania erano stati selezionati 154 obiettivi da distruggere totalmente. Di questi 50 erano impianti per la produzione di energia elettrica, 47 nodi ferroviari, stradali e porti; 27 rappresentavano l’80% della produzione di carburante, 18 erano relativi alle costruzioni areonautiche, 6 rappresentavano il 90% della produzione di alluminio e altri 6 il totale della produzione di magnesio.

Quando venne steso tale piano il B29 doveva ancora essere messo in produzione e non si sapeva ancora se avrebbe avuto successo: molti erano terrificati dal costo che stava assumendo il progetto di tale bombardiere che, alla fine, superò quello della bomba atomica.

Diversamente dall’oligarchia tedesca che cambiò strategia più volte gli americani perseguirono con poche variazioni e nessuna esitazione la strada che avevano pensato.

Dei 154 obiettivi vennero posti in secondo piano quelli relativi all’energia elettrica perché si concluse che l’eccesso di capacità produttiva di tale settore avrebbe di  molto posticipato le conseguenze dei bombardamenti e, nel maggio del 1944, dopo la conquista della superiorità aerea, divenne prioritario l’attacco al petrolio.

Venerdì 12 maggio 1944 l’VIII Bomber Command e l’VIII Fighter Command avviarono la missione nr. 353.  La missione prevedeva l’impiego di 886 bombardieri e 735 caccia per colpire gli impianti di produzione di benzina artificiale.

L’immagine seguente illustra le aree di formazione dei vari group dell’8^; come si vede la mattina di ogni azione il cielo sull’Est Anglia era molto affollato.

 

E’ utile per chi volesse risalire alle basi dei singoli group, noi prenderemo come riferimento il 303^ BG.

 

La missione era articolata come segue ed ebbe le perdite riportate

 

Bombardieri

Bomb. persi

Bomb. danneggiati

Perdite umane

224 B17 su Merseburg

2

189

30

87   B17 su Lutzkendorf

140 B17 su Brux in Cecoslovacchia

41

162

388

74     B17 su Zwickau

116   B24 su Zeitz

3

66

40

99     B24 su Bohlen

 

 

Le scorte

153 P38-s, 201 P47, 351 P51, di questi si ebbero 4 p47 e 3 P51 abbattuti, 4 P47 e 9 P51 vennero danneggiati. Sette piloti della caccia alleata vennero persi in azione.

Non fu, come si vede dalle perdite dei bombardieri e degli equipaggi una missione facile, in particolare per la colonna che si diresse su Brux e Zwikau.

La tabella seguente dà conto delle capacità produttive (in %le sul totale) di alcuni siti

 

Capacità singolo complesso sul totale prodotto in Germania

Complesso

Carburante sintetico

Benzina avio

Olio per aerei

Azoto

Alcool metilico sint.

Acido nitrico

Gomma sintetica

Leuna-Schopkau

13.0

10.9

12.8

32.6

33.3

5.2

46

Ludwigshafen-Oppau

1.4

2.6

-

30.0

6.7

5.6

19

Blechhammer- Hedebreck

4.4

1.0

8.5

23.2

-

-

Sterkrade-Holten

1.3

-

-

6.6

-

Impian-to non comple-tato

-

Castrop-Rauxel

0.9

-

-

6.9

-

-

-

Auschwitz

-

-

-

-

23.2

-

Mai operativo

Totale

20.6

14.5

12.8

84.6

86.4

10.8

65

 

Si vede che Leuna-Merseburg broduceva ben il 46% della gomma sintetica, un terzo dell’alcool metilico e quasi l’11% della benzina avio. Leuna-Merseburg era perciò il più importante degli impianti da colpire. Oltre a questi due prodotti Leuna-Merseburg produceva 1/3 dei nitrati che, abbiamo visto, erano indispensabili per gli esplosivi.

Nella pagina 80 è indicato il percorso della missione nr 152 del 303th Bomber Group. Il documento è la riproduzione dell’originale che veniva consegnato al briefing agli ufficiali di rotta.

Si vede la partenza, le rotte di raggruppamento, le quote e l’ora di passaggio dei punti chiaramente identificabili come la costa belga (21.000 piedi  -  6400 m. -, andata alle 11:24 e ritorno alle 16:03). Corsa di bombardamento a 26.000 piedi (7.900 m.).

Nel tratto di andata, passata la costa olandese, la velocità prevista era di 300 km/h ad una quota di 6400 m. fino a Francoforte sul Meno, poi la velocità media calava a 250 km/h perché i quadrimotori ancora carichi di bombe dovevano far quota fino a 7800 metri e a tale quota arrivavano su Merseburg.

Scaricate le bombe il Group puntava di nuovo verso Francoforte alla velocità di 300 km/h, scendendo di nuovo a 6500 metri. In prossimità di Francoforte i bombardieri alleggeriti dal carico di bombe e dalla benzina consumata davano tutta manetta per sfuggire ai caccia che si presumeva fossero in agguato sulla rotta di ritorno e i B17 davano il massimo delle loro prestazioni raggiungendo i 400 km/h che mantenevano fino al passaggio della costa olandese.

L’armata aerea sopra la Germania  (che doveva colpire anche altri obiettiv) si sviluppava su due colonne parallele lunghe ciascuna 60 km. Da terra si vedevano le scie di condensazione che coprivano il cielo da un capo all’altro dell’orizzonte. Il passaggio sopra un singolo punto impegnava un quarto d’ora, ma il rombo della possente ottava (mighty eigthy) cominciava a giungere almeno un 10 minuti prima che gli aerei di vedessero ed era udito all’aperto, lateralmente, fino a 40-50 km. Un rombo, con le basse frequenze generate dalle eliche che entravano anche nelle case, che faceva correre al riparo gli animali da cortile delle fattorie, che gettava terrore i tedeschi che lo percepivano come una vendetta. Goebbels al momento trionfante del nazionalsocialismo aveva fatto montare mezzo milione di altoparlanti nelle strade delle città affinchè i tedeschi non potessero fare a meno di ascoltare i discorsi alla radio di Hitler; ora quelle voci che avevano sedotto i tedeschi, se anche fossero state rimesse in funzione, sarebbero apparse come latrati di cani alla luna di fronte alla potenza aerea che si manifestava con il rombo dei quadrimotori.

Mille, millecinquecento metri più in alto dei bombardieri, praticamente invisibili da terra, viaggiavano i caccia di scorta che disegnavano nel cielo, con le scie di condensazione, bianchi arabeschi.

I P47 fornivano la scorta all’andata e al ritorno all’immensa armata aerea fino agli obiettivi in Renania, poi i 451 aerei destinati a Merseburg, Lutzkendorf, Brux e Zwickau in Cekia avrebbero proseguito con la sola scorta di 351 P51. Al ritorno, sul Belgio dopo sei ore di missione, avrebbero ritrovato i P47, i P38 e gli spitfire della RAF ad attenderli per scortarli fino all’atterraggio nelle loro basi.

Lungo questo percorso la jagdwaffe scagliò 400 caccia.

Dopo la Big Week la caccia tedesca era stata riorganizzata e i reparti redistribuiti per ottenere un maggiore concentramento. Alla 1^ JagdDivision erano stati affidati il settore di Hannover-Magdeburgo e le vie di accesso a Berlino, la 2^ JagdDivizion nel settore di Brema-Oldeburg, la 3^ jagddivision con le sole gruppe I e III del 1^ JagdGeschwander a Rheine, Twente e Monchengladbach; la difesa della Germania meridionale dagli attacchi della 15^ Air Force era affidata alla 7^ JagdDivsion su 4 Gruppe; vi erano poi 2 Gruppe in Austria. Le deboli forze della caccia tedesca erano quindi sparpagliate tranne nel corridoio dei bombardieri che andava da Bruxelles ad Hannover e oltre verso Berlino. Per questo motivo, per attaccare gli obiettivi a Lipsia e in Cecoslovacchia venne presa una rotta meridionale.

 

I due Geschwander che per tre anni avevano vittoriosamente respinto alle frontiere dell’impero nazista gli attacchi diurni (JG 2 e JG 26) ormai erano l’ombra di se stessi: decimati a febbraio e marzo, persi i migliori piloti stavano cercando di rimettersi in sesto con nuovi mezzi e nuovi piloti e si limitarono a lanciare alcune puntate aventi lo scopo di costringere la scorta a sganciare i serbatoi ausiliari; l’azione non ebbe grande effetto. L’armata aerea potè proseguire molestata da scoordinate azioni di qualche schwarme fin quasi ai bersagli della renania dove, nella zona di Francoforte sul Meno, una formazione consistente venne lanciata compatta contro la massa nemica. Nel tratto finale della penetrazione verso Brux la scorta alleata era molto più debole dato che la maggior parte aveva accompagnato il ritorno dei 700 bombardieri che avevano già concluso la missione, qui, anche se le forze della jagdwaffe erano deboli, si ebbero buoni successi che portarono, complessivamente, all’abbattimento di 41 e al danneggiamento di ben 162 (su 214)  bombardieri pesanti, in pratica tutti gli aerei di questa colonna della missione furono colpiti. L’attacco più efficace ai bombardieri venne portato da una cinquantina di Me 410 del 26^ Zerstorergeschwander sopraggiunti inaspettati, dalla lontanissima Konigsberg, nella zona di Chemmitz che attraversarono lateralmente la formazione prima che la scorta potesse intervenire abbatterono 37 dei  41 bombardieri persi; fu un una intercettazione da manuale e uno degli ultimi successi diurni dei bimotori tedeschi. Ma il giorno dopo il 26^ Zerstorergeschwander pagò caro quel successo  perché venne contrastato  durante una intercettazione e perse metà degli attaccanti.

Per valutare meglio la missione focalizzeremo l’attenzione su uno specifico obiettivo: Merseburg (o Leuna) a Nord Ovest di Lipsia.

 

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